Filmato A/V dell’intervento in Aula a Montecitorio.
Di seguito la trascizione del discorso di Giaunluca Buonanno come riportato dal verbale stenografico della seduta della Camera.
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PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Nicco, anche per il rigoroso rispetto del tempo a sua disposizione.
È iscritto a parlare l’onorevole Buonanno. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha nove minuti di tempo.GIANLUCA BUONANNO. Signor Presidente, colleghi deputati, il risultato elettorale è stato molto chiaro: il popolo ha fatto una scelta ben precisa, ci chiede di cambiare e ci chiede di restituire fiducia ad un’Italia che non ne ha più, che ha bisogno di cambiamenti radicali soprattutto al nord, dove tali cambiamenti sono necessari.
Il nord è la locomotiva del Paese e ha bisogno di infrastrutture, di poter competere con i Paesi più importanti del mondo, altrimenti le cose non potranno andare per il verso giusto. Diciamo, dunque, che bisogna innanzitutto fare in modo che la distanza tra i palazzi e la gente diminuisca. Oggi è una distanza abissale: oggi veramente la gente vede i politici in maniera non certo positiva. Per questo dobbiamo – con la capacità di questo Governo – fare in modo di cambiare le cose.
Sembrerà un po’ assurdo, ma questa rivoluzione democratica è stata fatta con una legge che sino al giorno prima delle elezioni veniva denigrata: si diceva che non si doveva andare alle elezioni perché era tempo perso e che andare alle elezioni era comunque un danno per l’Italia. Invece i cittadini italiani, il popolo, ha deciso con il voto di essere più avanti di tanti palazzi, di tanti burocrati che pensano di sapere tutto, quando magari sanno poco. Con un voto ben preciso abbiamo avuto questa maggioranza che deve essere usata per fare ciò che la gente si aspetta.
Cosa si aspetta la gente? Innanzitutto che si intervenga sul tema della sicurezza. Oggi in maniera paradossale un delinquente è più tutelato di chi si comporta bene. Oggi, in maniera paradossale, chi non ha niente da perdere è più tutelato di chi si comporta bene. Vogliamo che chi si comporta male resti in galera fino a quando non ha finito di scontare la sua pena. Chi si comporta bene deve essere tutelato. Vediamo magistrati che per decorrenza dei termini fanno uscire mafiosi, camorristi e delinquenti di ogni specie: non va bene.
Abbiamo bisogno di una giustizia che funzioni e che sia veramente tale.
Quindi, per andare avanti, dobbiamo realizzare anche il federalismo, un federalismo che faccia in modo che chi si comporta bene, anche negli ambiti pubblici, abbia più premi, sia più tutelato. Se ci sono regioni che vogliono ventimila o venticinquemila dipendenti pubblici, se li tengano, però non è giusto che tali costi e tale modo di lavorare vada poi ad incidere su altre regioni, su altri comuni, su altre città o su altre province che, magari, si comportano bene e tirano avanti la «baracca» che, in questo momento, purtroppo è il nostro Paese.
Cito, ad esempio, un concetto che avrebbe dovuto esprimere la sinistra – ma che non ha detto e naturalmente nemmeno ha fatto -, una frase del nostro Ministro Tremonti, in cui sottolinea che bisogna cominciare a far fare sacrifici non ai cittadini, ma ai banchieri e ai petrolieri, che sono i primi a cui dobbiamo chiedere di fare sacrifici. Si tratta di una delle frasi che avrebbe dovuto pronunciare la sinistra e che non ha detto, oltre a non aver fatto. Dunque, considerato che siamo diventati ormai i veri difensori dei lavoratori e delle classi deboli, ci faremo carico anche di questo, perché giustamente al Nord molti lavoratori e numerosi appartenenti alle classi deboli hanno votato la Lega. Essi hanno votato la Lega perché noi stiamo in mezzo alla gente, siamo amministratori che stanno tutto il giorno a lavorare per ascoltare tutti e cercare di portare avanti le istanze del popolo.
Come si evince anche dalle trasmissioni televisive, parecchia gente ripone maggiormentePag. 12altrove la sua fiducia: addirittura ha più fiducia nel «Gabibbo»! Affermo ciò per ribadire che a volte un pupazzo è più credibile di un personaggio politico, perché non vi è più vicinanza tra politica e i cittadini, e noi dobbiamo colmare tale distanza.
Sicuramente, si dovranno compiere probabilmente anche scelte impopolari, ma è meglio compierle subito: la gente poi capirà, perché è meglio dire una brutta verità che continuare a dire tante fandonie, per poi non fare mai ciò che la gente vuole.
È giusto dire la verità, dire a tutto il popolo italiano come è sistemata l’Italia, quali sono i veri problemi, quali sono gli obiettivi veri e il Presidente Berlusconi lo ha detto ben chiaro.
Ecco, noi siamo qui per cambiare. Vi sono anche tanti giovani in mezzo noi, e ne siamo contenti, soprattutto nella Lega: significa che occorre rispondere a molti sindaci – io sono sindaco da 15 anni – che vogliono più potere sul territorio, perché chi sta in trincea veramente, dal punto di vista politico, sono i sindaci, di ogni colore politico. Quando si chiede di avere più aiuti, quando si chiede di avere una mano più forte da parte dello Stato, è perché i sindaci hanno realmente il termometro della situazione. Ciò si può capire anche riguardo ai problemi con gli extracomunitari, sul tema della sicurezza: ma vi rendete conto che oggi, in Italia, purtroppo abbiamo le Forze armate, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di finanza che, spesso, non hanno nemmeno i soldi per la benzina! Non ci sono soldi per riparare le automobili! Queste non sono barzellette, è realtà!
Allora, se vogliamo un’Italia che funzioni meglio, è evidente che bisogna aiutare le forze dell’ordine, bisogna stare loro vicino, bisogna fornire loro ciò che serve per andare avanti. Non possiamo avere una giustizia in cui, per un processo, si va avanti quindici o venti anni. Non possiamo avere una giustizia dove vi sono i giudici che chiedono ai sindaci di comprare il toner piuttosto che la fotocopiatrice, perché non vi sono i soldi per andare avanti nelle preture italiane, anche del nord.
Altro punto importante: tutti parlano della questione del petrolio. Se vogliamo svecchiare l’Italia, una riforma importante da operare è l’eliminazione di questi balzelli: chiamiamoli con un altro nome, togliamo i riferimenti alla guerra in Abissinia, al problema del canale di Suez, all’alluvione di Firenze, alla tragedia del Belice, dell’Irpinia, e così via. Siamo nel 2008, sono passati decenni! È una cosa che fa impressione e fa ricordare che comunque dobbiamo cambiare; dobbiamo davvero essere coloro che vogliono cambiare lo Stato, dicendo la verità.
Signor Presidente del Consiglio, la ringrazio di essere presente e la esorto, a nome della Lega e a nome di noi della Padania: diciamo le cose come stanno, facciamo le cose che servono; non diciamo bugie, diciamo anche amare verità, e proseguiamo su questa strada, perché la gente ha bisogno di fiducia e, per infonderle fiducia, dobbiamo portare risultati concreti, che possano convincere anche i giovani (parola che viene sempre pronunciata da molti).
Perché oggi in Italia nascono sempre meno bambini? Perché quando si mette su famiglia, prima di fare un figlio, ci si pensa cento volte, per i costi che comporta e per il fatto che la stessa famiglia non riesce neanche ad andare avanti anche se è composta solo di marito e moglie.
Pertanto, per poter incentivare ciò, occorre una politica sui giovani – ma bisogna attuarla veramente! – così come occorre realizzare una politica sulle pensioni. Certo, oggi, si discute sulle pensioni attuali, sul fatto che sono basse e che molte non vanno bene. È vero. Ma proviamo a immaginare le pensioni di chi appartiene alla mia generazione, o addirittura pensiamo a chi, come mio figlio, ha cinque anni: quando mai vedrà una pensione? La vedrà col binocolo! Occorre dunque pensare alle generazioni future! Occorre pensare ad un nord dell’Italia sempre più all’avanguardia e ad un’Italia, insieme, tutta protratta ad ottenere un futuro migliore!Pag. 13
In conclusione, signor Presidente del Consiglio dei ministri, credo che lei potrà diventare, insieme al suo Governo e a tutti noi, il vero rivoluzionario italiano degli ultimi quarant’anni! Infatti, se lei attuerà ciò che ha detto, insieme a noi, certamente verrà ricordato come un Presidente del Consiglio dei ministri che, oltre a dire, fa! Così come ha fatto ciò nella sua vita privata, con le sue aziende, allo stesso modo si comporti anche per l’azienda Italia! Noi del Nord siamo con lei e diciamo: viva la Valsesia, viva la Padania, viva la Lega Nord Padania (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!PRESIDENTE. È iscritto a parlare l’onorevole Fassino, per quindici minuti. Ne ha facoltà.
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